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Auto Radiate: Si Possono Reimmatricolare? Guida e Costi 2026

Aprile 17, 2025

Il tema delle auto radiate affascina e preoccupa molti automobilisti in Italia, specialmente i collezionisti di auto d’epoca o chi ritrova un vecchio veicolo in garage e desidera rimetterlo in strada. Ma è davvero possibile reimmatricolare un’auto cancellata dai registri pubblici?

La risposta breve è: Sì, ma dipende esclusivamente dal motivo per cui il veicolo è stato radiato.

Nel 2026, le procedure digitali dello Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) e della Motorizzazione Civile hanno semplificato l’iter, ma i controlli tecnici sulla sicurezza e sull’originalità del mezzo sono diventati rigidissimi. Di seguito facciamo chiarezza sulle regole, sui documenti necessari e sui costi reali per tornare a circolare legalmente.

Indice

1. Il Punto Chiave: Perché l’auto è stata radiata?

Prima di spendere tempo e denaro, devi verificare lo stato giuridico del veicolo richiedendo una Visura Nominativa o per Targa al PRA. Esistono infatti tre tipi di radiazione, e non tutte permettono una seconda vita al mezzo:

  • Radiazione d’Ufficio (Ammessa la Reimmatricolazione): È il caso più comune. Avveniva in passato quando il proprietario non pagava la tassa automobilistica (il bollo) per tre anni consecutivi. L’auto veniva cancellata dal PRA, ma rimaneva fisicamente intatta. Queste auto si possono sempre reimmatricolare.

  • Veicoli Storici di Interesse Collezionistico (Ammessa): Auto radiate o private delle targhe e dei documenti originali (es. dimenticate in vecchi casolari) che vengono restaurate e iscritte a registri storici ufficiali come ASI, Storico Lancia, FIAT o Alfa Romeo.

  • Radiazione per Demolizione / Rottamazione (VIETATA): Se il veicolo è stato consegnato a un centro di raccolta autorizzato (autodemolitore) con regolare certificato di rottamazione, non può essere mai più reimmatricolato per circolare. Può essere conservato solo come pezzo da esposizione in aree private o musei.

Auto radiate: si può reimmatricolare?

I Documenti Necessari nel 2026

Per avviare la pratica di reimmatricolazione devi preparare una documentazione che attesti sia la proprietà del mezzo sia la sua idoneità tecnica. Nel 2026, tutta la documentazione confluirà nel nuovo Documento Unico di Circolazione e di Proprietà (DU) digitale.

Se possiedi ancora le targhe originali e il vecchio libretto, la procedura è più snella. Se i documenti sono andati smarriti, la checklist comprende:

  1. Documento d’identità valido e Codice Fiscale del richiedente.

  2. Titolo di Proprietà: Se l’auto viene acquistata da un terzo, serve un atto di vendita (scrittura privata autenticata). Se l’auto è sempre stata tua, basta un’autocertificazione di proprietà.

  3. Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica (CRS): Obbligatorio se l’auto è priva di documenti originali e ha più di 20 o 30 anni, rilasciato da enti come l’ASI.

  4. Certificato di Origine o Scheda Tecnica: Rilasciato dalla casa costruttrice, per permettere alla Motorizzazione di verificare i dati tecnici omologati del motore.

La Procedura Passo-Passo in Motorizzazione

Il “fai-da-te” è possibile, ma richiede precisione. L’iter si divide in tre fasi collegate alla Motorizzazione Civile (UMC) e al PRA:

Fase 1: Il Collaudo Tecnico (Visita e Prova)

L’auto radiata non può fare una normale revisione in officina. Deve essere sottoposta a una visita di collaudo e prova direttamente presso i centri della Motorizzazione Civile. Gli ingegneri verificheranno l’efficienza dei freni, le emissioni inquinanti (con deroghe speciali per le auto storiche), le luci e la conformità del numero di telaio. L’auto deve essere portata in Motorizzazione tramite un carro attrezzi (non può circolare).

Fase 2: Assegnazione delle Nuove Targhe

Superato il collaudo, la Motorizzazione approva la reimmatricolazione e rilascia le nuove targhe e la nuova carta di circolazione (Documento Unico).

  • Nota di stile: Per le auto storiche, dal 2024/2025 è possibile richiedere (pagando un supplemento statale) la stampa di targhe storiche con grafica e sigla provinciale dell’epoca, per mantenere l’estetica originale del veicolo.

Fase 3: Iscrizione al PRA

Entro 60 giorni dal rilascio delle targhe, il nuovo Documento Unico deve essere registrato e iscritto formalmente al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Quanto Costa Reimmatricolare un’Auto Radiata?

I costi variano sensibilmente se la pratica viene svolta autonomamente o tramite un’Agenzia di Pratiche Auto (che applicherà le proprie tariffe di mediazione commerciale). I pagamenti statali avvengono esclusivamente tramite il circuito PagoPA.

Tabella delle Spese Fisse (Fai-da-te 2026)

Voce di Spesa Costo Medio Natura del Pagamento
Tariffe Motorizzazione (Visita e Collaudo) ~ 45,00 € Oneri DTT
Imposte di Bollo e Diritti PRA ~ 64,00 € Oneri di registrazione
Costo di Acquisto delle Nuove Targhe ~ 42,00 € Costo di produzione poligrafico
IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) ~ 51,00 € Tariffa fissa ridotta (per veicoli storici >30 anni)
Totale Spese Amministrative Pure ~ 202,00 € Esclusi costi di ripristino meccanico

Attenzione al “Bollo”: Se l’auto è stata radiata d’ufficio per il mancato pagamento dei bolli e decidi di reimmatricolarla mantenendo le vecchie targhe storiche, la Regione potrebbe richiederti il pagamento delle tasse automobilistiche arretrate degli ultimi 3 anni maggiorate delle sanzioni prima di concederti il nulla osta.

 Domande Frequenti (FAQ)

Posso reimmatricolare l’auto se ho smarrito la targa originale?

Sì. In caso di smarrimento o distruzione delle vecchie targhe, dovrai presentare agli sportelli la copia della denuncia di smarrimento o furto presentata ai Carabinieri o alla Polizia di Stato. Il veicolo riceverà una targa con una nuova combinazione alfa-numerica moderna (o una targa storica sostitutiva su richiesta).

Quali sono i tempi di attesa?

Dalla presentazione della domanda alla Motorizzazione fino al giorno del collaudo fisico possono passare da 15 a 45 giorni, a seconda della disponibilità e dell’affollamento degli uffici provinciali. Una volta superato il collaudo, i documenti e le targhe vengono rilasciati in pochi giorni.

Un cambiamento da non perdere

La reimmatricolazione di un’auto radiata è un processo complesso ma fattibile, purché si seguano le procedure appropriate e si disponga della documentazione necessaria. È sempre consigliabile informarsi adeguatamente e, se necessario, contattare un esperto o un consulente per evitare complicazioni.

Per ulteriori informazioni, puoi visitare i seguenti siti ufficiali: ACI – Automobile Club d’Italia e PRA – Pubblico Registro Automobilistico.

Suggerimenti e raccomandazioni

 
✅ Documentazione necessaria

Assicurati di avere tutta la documentazione obbligatoria: documenti di identità, certificato di rottamazione e libretto di circolazione originale.

✅ Verifica la possibilità di reimmatricolazione

Consulta il sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o contatta l’Ufficio PRA per sapere se la reimmatricolazione è possibile.

✅ Compila il modulo di richiesta

Prepara il modulo per la reimmatricolazione, indicando chiaramente che si tratta di un veicolo radiato e allegando la documentazione richiesta.

✅ Richiedi assistenza professionale

Rivolgiti a un’agenzia di pratiche auto o a un consulente del settore per evitare errori e velocizzare la procedura burocratica.

✅ Considera i costi aggiuntivi

Prevedi spese come la tassa di reimmatricolazione, il bollo auto e i costi per eventuali revisioni tecniche obbligatorie.